PRATICHE EDILIZIE RIGENERAZIONE URBANA LAZIO.  ampliamento, cambio destinazione d'uso e nuova costruzione.

Servizio offerto e tempi di esecuzione della pratica

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Dal conferimento dell'incarico sono necessari 20 giorni lavorativi per depositare la pratica per Rigenerazione Urbano al Municipio di appartenenza.

Il servizio da noi proposto comprende :

  1. sopralluogo e rilievo dell'immobile;
  2. redazione degli elaborati grafici progettuali;
  3. redazione della relazione tecnica asseverata;
  4. compilazione e presentazione presso il Municipio della modulistica;
  5. calcolo degli eventuali oneri urbanistici da versare;
  6. variazione catastale da depositare all'Agenzia del territorio;
  7. collaudo finale;
  8. deposito del fine lavori presso il Municipio

Scaduto il primo giugno 2017 il piano casa, il Lazio si è dotato di disposizioni per la rigenerazione urbana e il recupero edilizio. Le Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio. sono state pubblicate il 18/07/2017 sul BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 57 - Supplemento n. 3 Legge Regionale 18 luglio 2017, n. 7.

Concepita  comr mezzo per migliorare la qualità della vita dei cittadini, comprende aspetti sociali,economici, urbanistici ed edilizi, anche con l'obbiettivo di promuovere o rilanciare territori in situazioni di disagio o degrato sociale-economici. Sono previste premialità con incremento dei volumi o superfici ( si arriva, in alcuni casi fino al 40 per cento ), ma pure delocalizzazione e cambi di destinazione d'uso.

( Fonte sito Regione Lazio)


I principali interventi previsti dalle disposizioni approvate dal Consiglio regionale.11/07/2017 - Il primo tra gli strumenti di intervento delle “Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio” approvata oggi dal Consiglio regionale del Lazio è rappresentato dai “programmi di rigenerazione urbana”, che possono essere proposti ai Comuni da privati e da associazioni consortili di recupero urbano. La premialità per il rinnovo del patrimonio edilizio esistente, per le opere pubbliche e per le cessioni di aree aggiuntive, arriva fino al 35 per cento della superficie lorda esistente (fino al 40 nel caso in cui la superficie esistente sia ridotta almeno del 10 per cento a favore della superficie permeabile). Nei programmi andrà indicata anche la quota almeno del 20 per cento di alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale.

Cosa prevede la legge per la rigenerazione urbana

Ambiti territoriali “urbani” di riqualificazione e recupero edilizio potranno essere individuati dai Comuni per consentire interventi di ristrutturazione edilizia e urbanistica o di demolizione e ricostruzione, con una volumetria o una superficie lorda aggiuntiva al massimo del 30 per cento. Anche in questo caso sono possibili cambi di destinazione d’uso e delocalizzazioni. Come nei programmi di rigenerazione, sono previste premialità aggiuntive del 5 per cento se si farà ricorso a concorsi di progettazione. Le disposizioni sugli “ambiti” di riqualificazione e recupero edilizio non si applicano agli insediamenti urbani storici individuati come tali dal Ptpr.

Ci sono poi gli “interventi diretti”. Nel quadro delle finalità della legge saranno permesse ristrutturazioni edilizie o demolizioni e ricostruzioni con un incremento fino al 20 per cento della volumetria o della superficie lorda esistente (ad eccezione degli edifici produttivi: fino al 10 per cento della superficie coperta). La norma è estesa alle aree agricole e, a certe condizioni, alle strutture ricettive all’aria aperta. Gli interventi diretti non saranno consentiti negli insediamenti urbani storici. Cinema e centri culturali polifunzionali potranno godere di premialità fino al 20 per cento. All’interno di teatri, sale cinematografiche e centri culturali saranno consentiti cambi di destinazione d’uso fino al 30 per cento per aprire attività commerciali, artigianali e per servizi.

Un articolo a parte disciplina gli interventi per l’efficienza energetica e il miglioramento sismico: negli strumenti urbanistici generali vigenti potranno essere previsti, in questi casi, ampliamenti del 20 per cento della volumetria o della superficie utile esistente degli edifici a destinazione residenziale, per un incremento massimo di 70 metri quadrati. Anche con un corpo edilizio separato, se possibile o se non si compromette “l’armonia estetica del fabbricato”. Nelle zone colpite dal terremoto gli ampliamenti potranno essere autorizzati anche in un altro lotto dello stesso comune, ma non in zona agricola. Altre disposizioni in materia di sisma sono state previste per la riformulazione degli strumenti urbanistici dei comuni del cratere. Misure per prevenzione e riduzione del rischio saranno affidate a un regolamento di Giunta. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

( Fonte sito Regione Lazio)

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RIGENERAZIONE URBANISTICA
Le Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio. sono state pubblicate il 18/07/2017 sul BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 57 - Supplemento n. 3 Legge Regionale 18 luglio 2017, n. 7.
Legge Regionale 18 luglio 2017 n.7.pdf
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